Potere e piacere.
Dolore e liberta' di espressione.
Non tutto l'oro luccica.
Per tutte le nostre seconde e terze pelli.
Per tutti i generi e i sessi, contro i generi e i sessi.
Essere mutanti per rimanere se stessi.
Andando a lezione da Mistress Cia
La Cia, è indubbio, è la migliore maestra delle più raffinate pratiche BDSM. Riportiamo per voi le sei «non torture» adoperate contro i terroristi, certi che apprezzerete:
LA VERMINOSA ZIA E IL DISSECCARSI DELLE QUATTRO STRONZATE
se ne stava la zia vostra seduta incollata mantecata al pc, avvizzita come pigna secca in cima all'alto sgabello nell'alta torre del magazzino dadà, scricchiolando le sue dita adagio sulla tastiera polverosa e bisunta, in chiarore di poltiglia e lattiginosa schiuma di cristalli liquidi e retrò. intorno a lei cambiavano le mode evolvevano gli orpelli crescevano pagode e pangolini, ma la zia non vacillava nella sua terrea volontà di conquistare il mondo o quantomeno di scrivere un post mezzo balordo, cercando di pungere la lettera giusta tra le mille tazze brodose di thè meravigliosi. d'un tratto, dita schierate e bava nera sotto la parrucca ingrommata di sera, occhi sparvieri e francese inventato, le quattro stronzate si avvide si erano bell'e seccate... sorrise la zia con quel che resta di un dente, si asperse di lacca e non disse più niente

sul senso del mio essere-su-splinder e sull'opportunità di un commento
questo blog lo scrive una vecchia vecchia incartapecorita zia e lo scrive per sè. esclusivamente per sè.
è una miserrima raccolta di appunti, di note, glosse, scolii e codicilli. è il percorso di una ricerca, è un abbecedario di fottuta santità. non leggetemi, ve ne prego. venire a leggere qui è come spiare. io scrivo per me e lo faccio in pubblico. questo è contraddittorio, ma a me sta bene.
sono una zia piena di lusinga per ogni sguardo di ogni sconosciuto lettore. purchè sia uno sguardo di rispetto. non chiedo a nessuno di condividere le mie idee nè di seguirmi nelle mie segrete e nei miei magazzini. non compratemi. e non venite a dirmi di quanto non vi importi quello che qui appunto col bisturi e con putrido raspare di dita. nessuno vi sta dicendo infatti che debba importarvene. lasciatemi stare.
la mia voce è solo mia, mie le ombre cinesi, mia la parrucca ammaccata e la cotonatura immonda. se mancate di rispetto non bevete del mio thè, che è solo amaro e sempre sciocca melassa resterà. zia rrose