
piatti sporchi e farina del nostro sacco
una vecchia zia in una zombie-cucina, che tenta di rammendare le stoviglie sporche e trasudate è davvero uno spettacolo speciale. immaginatevela con i suoi peluches alle pantofole, la veste da camera satin, la cotonatura push-up e il rimmel pop-up, che ad ogni sbattito di ciglia ti apre e chiude una finestra
guanti di lattize giraffati alzati fin oltre il gomito, diciamo fino alla coscia e una sigaretta tra i denti a ricordare le barbados e il rhum e tutti quei colleghi marinai senza fondina...
rassetta e rimbrotta, la vecchia doppia erre, la sua immagine svaporata nella finestra di urgani. la cenere dalla cicca cade nell'acqua verdastra in cui si bagnasciugano i piatti incrostati di cozze, salmastro e patelle. un suono vecchia new orleans giunge dall'appartamento adiacente, dove la vicina urlante fa il suo vuuduu a quella del quintopiano, certa di essere ricambiata
la spazzatura trabocca sul balconcino reso tropiacale da troppe piante e gonorree ma la ziaccia non se ne cura, si leva i guanti e si limita a limarsi le unghie limonando con la sua sigaretta esplosa, lasciando la farina a impiastricciarsi da sola sul pavimento crudo dove neppure gli scarafaggi hanno ancor ala forza di ballare il cha cha cha
degli usi abbominevoli degli uomini gay, ricchioni e omosessuali osservati da me in persona in veste di osservatore scientifico e distaccato
questo discorso mostra adunque - come sussotto dimostrando - che sono usi gli uomini gay e anche vagamente omosessuali a comportamenti devianti e depravanti di rara e ricca porcheria. accioddetto e in animo di dimostrare quanto appena dilapidato, vi vado illustrando una neddoto di schifo primigenio e di paura inneggiante. l'omosssessuale tipo tipico piuttosto che semplicemente farzi una doccia al risveglio - in ordine di cominciare una giornata - o ancoracchè di darsi una vigorosa e virilmente virulenta strigliata nel viso con tanto di orecchie, preferisce indulge in un leziosetto bagno profumante e salato, con tanto di schiuma e canzoni di Marlyn Monrò.
Dopo il bagno durato della durata di alcune diverse ore - i gay omosessuali sono sempre proni al ritardo in tutti i loro appostamenti - i ricchioni omosessi sono abituati a procurarsi una vaporosa cotonata ai capelli con spazzole, piastrine e sciupacapelli appositamente ingegnati. Vanno poi gli uomini cosìdetti a farsi una scriminatura ai peli del pube, laddove ne crescano e non vengano asportati da lavoriosa depilatura. Passansi ripetuti strati di smalti, vernici e lucidalabbra sulle dita dei piedi mentre cantano allo specchio "Sentimental" e "Pedro Pedro pè"
Rimandando ad apposito scritto la fase vestimentaria, rinnovo i
brava_brava_mariarosa_ogni_:cosa:sai_
far_tu_qui_la_vita_è_tutta_rRosa_solo_quando_ci_sei:_tu

la santità
che vertiginosa scusa che vorace voglia che placida doglia che acuto piano che spianto cristiano. la tua recinzione sulla mia installazione è un foillettone del mijor Hugo. metti areole in testa come fossero capezzoli di consumata amante sbarazzina criniera di groviera e pustole. ah le tue piattole sono sadiche maestranze mistressate avance di arroccata professione di fiele
la santità
un concetto giovanile solo la giovinezza dei popoli nutre speranze così luminose, così vaporose, così pompose sei pazza con le tue cotonature charmant i tuoi gatti inginocchiati i tuoi mistici sciroccati i tuoi sciroppi schioppati che ti ricrescono capelli come lamine oscillanti al verde vento del verdemare
la santità
mon cher, un diavolo ti prenda e ti ciucci le pudenda, la fattucchiera ti restituisca il doglio nelle particole del tuo nome triturato ritorna il verbo delle mille cattedrali che gettasti in pasto ai pesci dei mille e sette nari
"merda di grilli", imprecò la zia "non gli tira", aggiunse
forse per chè della fatal qui-ete, avendo sete, prese l'imago e la fece a pezzi e si vendette pra nulla in cambio quella frase tatuata da un pezzo sulla pelle elettronica. chimica dell'incazzatura a torno nudo, l'occhiale stancoe posato, l'occhio appannato, al solito.
scrivo dita di tritata bambagia, polvere e audacia, lo vorrei ma non lo volle l'altro e nulla avrò se non il vuoto il resto risaputo l'accaduto muto il imbuto il liuto sputo crudo
peerchè? bisognerebbe chiederlo a questo pomeriggio ingrato coi fanali accesi e l'odore di santià sugli spiriti di ribellione, una ribellione in pantofole. con lacca a profusione. addio. uff