vorrei che fosse riconosciuto il diritto di morire per chi sceglie di farlo. ho in mente il caso di Chantal Sebire, una donna francese che a quanto riporano i gironali era vittima di un tumore incurabile, doloroso e sfigurante. a lei i giudici avevano nei giorni scorsi negato l'eutanasia. ora riposa finalmente in pace. leggi la notizia su correire.it
nota di diario, ieri la doppia erre ha travasato le sue piante, certo che fosse primavera (oggi la certezza è sfumata in un grigio di cielo poco cordiale). sogno di vasi allagati, presagio di cosa?
dormire. certezze notturne. massa solida, corpo caldo, sotto le coperte. buio di notte. buio di occhi chiusi.
sull'orlo di una partenza. forse non è una sola la partenza. vertigine? aspettative? disordine. mettere ordine fuori per fare quadrato dentro. peccato che non abbia mai seguito, la doppia e abietta zia, geometrie euclidee. noi siamo di quelli delle numerazioni aliene, delle fughe oltre la coperta del reale, dell'acqua che gronda e rifluisce e non si conta in litri o decilitri
riprendere in mano i vecchi libri, letture sospese, riannodare i fili lasciati a un vento di ieri. riprendere fiato
...leggendo judith butler
"La storia della religione è un lungo tentativo di conciliare usanze antiche con motivazioni nuove, di trovare una valida teoria per un'assurda pratica".
James George Frazer, "Il ramo d'oro"
si soprese con un cielo sereno dopo spigoli di pioggia, la vecchia rrose, le finestre aperte sull'abisso di un tempo mai saputo, perchè il nuovo è sempre nuovo e mai più vecchio, pensò vagamente, consentendosi il bucato. la sigaretta pendula fumava assassina a un angolo di bocca troppo pigra per leccare, ricordi stecchiti di un cupocompleanno nelle cantine del cervello e un tic di compiacente accusa per non essersi sbarbata a tuttotondo.
non avrai altro dio al di fuori del mutamento, non avrai altro pane che il tormento, altro dito che un dildo crepato, altro gioco che un grugno sfocato, altra riva che una landa immonda, altra casa che non sia baraonda
corpo irriducibile alla norma, corpo eccedente, eccessivo, incontrollabile, che sfocia nella carnalità della carne, che appartiene all’illegalità, alla sovversione, che esce fuori dallo spazio del rituale, del conchiuso, del normativo...
un detenuto obeso è stato mandato fuori dalla cella perchè il carcere non poteva contenerlo. leggi la notizia su repubblica.it
mi dispiace per chi non è in cerca, non sa cosa si perde